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Terrorismo: strage di Parigi e oltre

Terrorismo : dopo Parigi
La recente strage avvenuta il 13 novembre a Parigi, fa ripiombare il mondo sotto l’ incubo del terrorismo. Un commando di 8 terroristi ha messo a ferro e fuoco il centro di Parigi compiendo un eccidio. Il bilancio ad oggi è di 132 morti. Molti feriti gravi sono deceduti in questi giorni. La situazione è molto tesa e viene detto che la possibilità di nuovi attentati è praticamente molto alta.

Per la Gran Bretagna, il ministro dell’Interno britannico ha fatto sapere che resta attivo il livello “grave” (severe) in considerazione degli eventi di Parigi e quindi il rischio di attentati è considerato “altamente probabile”. In contemporanea il ministro degli Interni francese Bernardi Cazeneuve ha chiesto e ottenuto una riunione straordinaria dei ministri degli Interni Ue.

Il Califfo dell’Isis Al-Baghdadi in persona ha dato ordine di colpire i Paesi della coalizione impegnati nei bombardamenti in Iraq e Siria con “bombe, omicidi e presa d’ostaggi”.

La domanda quindi è: ci saranno nuovi attentati ? La risposta più probabile è si. Vediamo dove e quando utilizzando tutti gli strumenti di cui si dispone.

Già nel libro Codici Profetici, veniva posto l’ accento su una recludescenza del terrorismo per la fine dell’ anno 2015. A pag. 312 è scritto: “Si comincia con una serie di gravi attentati che dovrebbero scuotere il pianeta nella metà del dicembre 2015”. E il fatto che l’ ISIS nella sua rivendicazione abbia detto: “Colpita capitale dell’abominio e della perversione. Questa è solo la prima goccia” non ci sorprende affatto.

Né sorprende il resto del comunicato:

“Bevete la stessa coppa delle vittime delle bombe francesi in Siria”, “E’ il vostro 11 settembre”, “La Francia – prosegue il comunicato – e quelli che seguono la sua voce devono sapere che restano i principali obiettivi dello Stato islamico e che continueranno a sentire l’odore della morte per essersi messi in testa alla crociata, aver osato insultare il nostro profeta, essersi vantati di combattere l’Islam in Francia e aver colpito i musulmani nella terra del califfato con i loro aerei”. “Dopo Parigi, ora tocca a Roma, Londra e Washington”.

In effetti dopo Parigi, il principale teatro sensibile è l’ Italia che sotto Giubileo dall’ 8 dicembre (ricordiamo che proprio l’ 8 dicembre inizia il Giubileo) diventerà un bersaglio sensibile come non mai. Appare chiaro che con l’ attentato di Parigi si sia innescato un conto alla rovescia che potrebbe sfociare qualche giorno prima di Natale in un “risveglio” improvviso di molte cellule terroristiche dormienti sul territorio italiano. Lo scopo è ovvio: spargere il terrore proprio sotto Natale e impedirci di celebrare con gioia le nostre festività creando un clima di guerra.

E non è certo una novità viste le dichiarazioni di ieri (14 novembre 2015), del presidente del Copasir Giacomo Stucchi. Il Copasir non esclude azioni terroristiche. Alla domanda: “Ci saranno attacchi simili a quelli di Parigi in Italia? La risposta è lapidaria: “Non possiamo escludere niente, chi dice il contrario è un utopista. Chi dice che l’Italia è al sicuro sbaglia, vive in un altro mondo”.
(vedi qui)
http://www.imolaoggi.it/2015/11/14/terrorismo-copasir-chi-dice-che-litalia-e-al-sicuro-vive-in-un-altro-mondo/

Fa eco a queste dichiarazioni il comandante dei ROS Governale che dichiara: “L’attività di prevenzione è quella più pagante. Vi è una costante azione di monitoraggio in vista del Giubileo ma tutto questo non consente di annullare la possibilità di eventi ostili”.
(vedi qui)
http://www.ilgiornale.it/video/mondo/impossibile-escludere-attentati-contro-giubileo-1193613.html

Per altro le avvisaglie c’erano tutte. Il giorno 4 novembre in Svezia e precisamente nel centro profughi a Krokom nello Jämtland, la scorsa settimana è stato trovato un deposito di armi da guerra, all’interno del locale caldaia di un edificio che era chiuso a chiave.
(vedi qui)
http://www.wnd.com/2015/11/swedes-find-weapons-stash-at-migrant-center/

Da nostre analisi lo scenario peggiore ipotizza che i giorni più “caldi” potrebbero essere i giorni verso la metà del mese di dicembre: dall’ 11 al 15, con una attenzione particolare al giorno 13 (ad un mese esatto dall’ attentato di Parigi), giorno a noi sacro (consacrato a S. Lucia) e per convenzione il giorno più corto dell’ anno (anche se non è vero poiché il solstizio cade al 21-22 dicembre, va comunque rilevato che ancora oggi attorno al 13 dicembre cade il periodo dell’anno in cui il Sole tramonta prima). Quindi nell’ immaginario collettivo il 13 è il giorno più buio. Colpirci in tale giorno caricherebbe l’ evento di una maggiore emotività. Una ipotesi di lavoro è che l’ attentato di Parigi sia solo servito a dare la “sincronizzazione” a tutte le altre cellule dormienti che pur non comunicando tra di loro, in questo modo sono “avvisate” che dovranno attaccare tutte in contemporanea appunto ad un mese esatto dal 13 novembre 2015, ovvero il 13 dicembre 2015.

Gli obiettivi sarebbero sempre i soliti presi di mira fino ad ora: teatri, scuole, stadi, cinema, supermercati, caffè e ristoranti, navi da crociera, aerei; luoghi insomma di grande assembramento. Perché lo scopo è quello di portare la paura nelle strade, il terrore fra la gente. Inoltre potrebbero venire presi di mira servizi primari come porti, acquedotti, centrali elettriche, stazioni ferroviarie, treni, autostrade, ponti e gallerie, aeroporti. I luoghi: ovunque sul territorio italiano ed europeo; questo sarà probabilmente un attacco massivo e asimmetrico condotto con armi da guerra e forse anche con armi chimiche. Si stima che 4000 cellule terroristiche siano già in posizione sul territorio pronte a colpire, ma probabilmente questa è una stima per difetto. Infatti si stima che ultimamente le cellule dormienti siano composte tra il 10% e il 30% dei profughi arrivati in Europa e che sono stati sparpagliati ovunque.

Infine non escludiamo una serie di attentati di “rappresaglia” in Russia o paesi amici sempre per il mese di dicembre, in particolare per la prima parte del mese, come appunto risposta all’ intervento Russo in Siria contro l’ ISIS. Ricordiamo i due eventi principali precedenti:

  • sequestro e strage del teatro Dubrovka di Mosca – 23 e il 26 ottobre 2002
  • massacro nella scuola Numero 1 di Beslan, nell’Ossezia del Nord, una repubblica autonoma nella regione del Caucaso nella federazione russa – tra 1° e il 3 settembre 2004

Particolarmente critica, oltre alla nota zona Ucraina, è la meno nota zona separatista della Transnistria regione autonoma della Moldavia attualmente politicamente instabile e vicino alla Russia.

transnistria

Infatti in Moldavia la seconda lingua, non ufficiale (a parte nella regione separatista della Transnistria) usata nei “rapporti interetnici” è la lingua russa. Nonostante la lingua ufficiale sia il rumeno, nelle grandi città, come ad esempio nella capitale Chisinau, gran parte della popolazione riesce a parlare con discreta fluidità il russo e questa lingua è tenuta in grande considerazione soprattutto dalle emittenti televisive locali che spesso sottotitolano le loro trasmissioni in quella che è de facto la seconda lingua del paese.

Recentemente la NATO ha offerto il suo ombrello protettivo alla Moldavia a patto che siano condotte riforme importanti al fine di superare la crisi politica e creare una maggioranza chiara pro-europea.

(vedi qui)
http://it.sputniknews.com/politica/20151112/1528568/nato-moldavia-crisi.html

Un attentato con centinaia di bambini morti in una scuola nella separatista Transnistria o peggio ancora nella capitale moldava Chisinau non farebbe che aumentare gli attriti tra Russia e USA generando nuove frizioni fra chi vuole l’ ombrello occidentale e chi invece desidera la protezione russa. E questo nel breve tempo potrebbe portare ad una escalation della tensione come avvenuto in Ucraina nei mesi scorsi, aggiungendo quindi nuove pesanti frizioni tra i due blocchi.

Presidential_palace_in_Chisinau_01

Il palazzo presidenziale a Chisinau.

 

Articolo redatto in collaborazione con:

C.R.N.E. (Centro Ricerche Nuove Energie)  centro ricerche

 

Aggiornamento del 6 dicembre 2015

Arrestati 13 presunti membri di gruppo paramilitare nella Moldava a Chisinau che avevano l’ intenzione di compiere attentati nella capitale Chisinau e a Balti.

chisinau

http://www.agenzianova.com/a/5658486ae37ba4.70071400/1254887/2015-11-27/terrorismo-arrestate-13-persone-in-moldova-pianificavano-attentati-a-chisinau-e-balti

 

UPDATE: 18/01/2016

Capodanno, sventati attentati a sei capitali

Turchia, piano dell’Isis mandato a monte dagli 007. Nel mirino Ankara, Parigi, Londra, Vienna, Berlino e Bruxelles.

Una notte di San Silvestro di fuoco e sangue. Tanto pianificavano Musa Canoz e Adnan Yildirim, gli aspiranti kamikaze arrestati il 30 dicembre dalla polizia turca. Avevano in programma attentati terroristici multipli e contemporanei da compiere ad Ankara e nelle grandi città di Austria, Belgio, Gran Bretagna, Francia e Germania.
Al loro fianco altri 11 terroristi legati all’Isis, tutti addestrati a Raqqa sotto il comando di Abu Mohammed al Adnani, uno dei leader del Califfato, da cui sono partiti gli ordini ad agire.

http://www.lettera43.it/cronaca/capodanno-sventati-attentati-a-sei-capitali_43675229209.htm